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La Provincia di Campobasso compie duecento anni
Il 27 settembre 1806 venne apposta la firma sul decreto che stabilì l'autonomia
Il presidente del Senato Franco Marini con il presidente D'Ascanio (foto: iltempo.it)
Il presidente del Senato Franco Marini con il presidente D'Ascanio (foto: iltempo.it)
Duecento, ma non li dimostra. La Provincia di Campobasso ha festeggiato due secoli di attività, alla presenza del presidente del Senato, Franco Marini, accolto dal presidente della Provincia, Nicola D'Ascanio, dal sindaco del capoluogo, Giuseppe Di Fabio, e dalle altre numerose autorità presenti alla cerimonia. Una cerimonia, quella dedicata al Bicentenario della Provincia, celebrata in maniera solenne e iniziata alle ore 17,00, in Via Roma, di a Palazzo Magno.

La Provincia di Campobasso è "tra le istituzioni locali che affondano le loro origini nei tempi precedenti l'Unità d'Italia", ha commentato il presidente Marini. E si, perchè era il 27 settembre del 1806, quando Giuseppe Napoleone Bonaparte sancì, con decreto regio, la separazione del contado di Molise dalla Capitanata, istituendo, da quel momento, l'autonomia provinciale alla città di Campobasso.

Dopo una breve parentesi nell'aula consiliare della Provincia, dove ad accogliere la seconda carica dello Stato vi era la Giunta e il Consiglio in riunione straordinaria, il corteo istituzionele, con a capo il presidente del Senato, si è diretto verso Piazza Pepe, per un altro breve incontro all'interno del Palazzo della Prefettura.

Soltanto alle 18,00 ha avuto inizio la celebrazione solenne del Bicentenario, nella suggestiva cornice del Teatro Savoia. "Durante le mie numerose visite a Campobasso, non ho avuto mai il piacere di visitare questo bellissimo Teatro", ha commentato Franco Marini, evidentemente vittima di un'amnesia, dimenticando un suo intervento di molti anni fa, proprio nel Savoia, come segretario nazionale del PPI.

Stemma della Provincia di Campobasso (foto: quotidianomolise.it)
Stemma della Provincia di Campobasso (foto: quotidianomolise.it)
Il presidente D'Ascanio, emozionato ma orgoglioso di presiedere l'ente provinciale al Bicentenerio, ha ripercorso la storia dei due secoli della Provincia, ricordando la nascita del Contado di Molise, avvenuta nel 1806. Duecento anni non privi di difficoltà, ricordando, nel suo interevnto, il dramma dell'emigrazione, dolorosa piaga del Molise, con particolare riferimento alla tragedia di Marcinelle. Poi un commosso minuto di silenzio per gli angeli di San Giuliano e la loro maestra, vittime dell'ineluttibilità della natura, ma, probabilmente, anche dell'incoscienza dell'essere umano.

Poi Marini. Con il suo contributo, il primo inquilino di Palazzo Madama ha osservato l'odierna situazione degli Enti locali, specialmente nel meridione, puntando il dito sulla carenza delle infrastrutture, "condizione di grosso limite per lo sviluppo dell'economia nel Sud". Marini ha ricordato "la responsabilità che ha lo Stato centrale di riempire il solco, che impedisce da sempre una reale unità economica e sociale della Nazione". "E quale miglior modo per ricompattare il Paese, se non usando il dialogo", ha continuato il presidente del Senato, riferendosi alla necessità, all'interno del Governo, di evitare scontri, almeno sui temi di interesse generale, nel pieno rispetto del bipolarismo.

Un lungo applauso ha suggellato l'intervento di Marini, mentre l'intera cerimonia si è conclusa con le note musicali del concerto dell'Orchestra sinfonica regionale del Molise, diretta da Franz Albanese.


a cura di Michela Ciamarra

Copyright © 2006 Molisando

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