30.09.2006 - 11:52 | Appuntamenti
Il Museo Sannitico di Campobasso
Un viaggio alla scoperta delle origini del popolo molisano
Paestum - Tomba del Guerriero
Nel cuore del centro storico di Campobasso, all'interno dell'importante Palazzo Mazzarotta, è situato il Museo Provinciale Sannitico.
Si stima che gli oggetti conservati all'interno siano circa 500, raggruppati secondo il criterio della loro originaria funzione. I principali gruppi individuati sono così classificati: "Le persone", "La casa", "Le attività", "I culti".
Gli oggetti più significativi coprono un ampio periodo cronologico, che va dalla preistoria all'epoca romana insieme ad alcuni monili del tardo medioevo; tra di essi si evidenziano i cinturoni di bronzo e le statuette votive, sia di bronzo che di pietra, relativi alla civiltà sannitica; in più sono presenti una cospicua collezione di lucerne di epoca romana, strumenti litici ed oggetti di bronzo delle epoche pre/protostoriche. Una sala del museo ospita una esemplificazione dei risultati relativi al recente scavo delle necropoli di Campochiaro risalenti ad epoca longobarda. Significativa è la ricostruzione di una sepoltura di cavaliere con cavallo, insieme ai numerosi interessanti oggetti esposti, rinvenuti nello scavo.
Il museo riveste un ruolo determinante nel patrimonio culturale della regione, in quanto conserva le testimonianze più importanti della vita dei nostri antenati. Tuttavia, il suo decorso storico appare alquanto tormentato.
Sorto nei decenni successivi all'Unità d'Italia, insieme alla Biblioteca Provinciale, il museo fu il risultato di una serie di donazioni con oggetti di varie epoche. Il materiale raccolto fu catalogato da un famoso archeologo, Antonio Sogliano, che lavorava a Pompei. Grazie al suo intervento la gran massa di materiale venne organizzata, inventariata ed esposta al pubblico secondo un criterio utilizzato in quell'epoca in tutti i musei. Durante il periodo della seconda guerra mondiale, quando il museo era ospitato nella sede dell'attuale Istituto Tecnico Commerciale "L. Pilla", furono sottratte da esso tutte le antiche monete e alcuni oggetti, considerati di particolare pregio. Dopo un periodo di chiusura, durato circa un ventennio, il museo è stato riaperto al pubblico nel 1995 nell'attuale sede, assolvendo al meglio il compito di custode della cultura e della storia della nostra regione.
Michela Ciamarra
Copyright © 2006 Molisando
Si stima che gli oggetti conservati all'interno siano circa 500, raggruppati secondo il criterio della loro originaria funzione. I principali gruppi individuati sono così classificati: "Le persone", "La casa", "Le attività", "I culti".
Gli oggetti più significativi coprono un ampio periodo cronologico, che va dalla preistoria all'epoca romana insieme ad alcuni monili del tardo medioevo; tra di essi si evidenziano i cinturoni di bronzo e le statuette votive, sia di bronzo che di pietra, relativi alla civiltà sannitica; in più sono presenti una cospicua collezione di lucerne di epoca romana, strumenti litici ed oggetti di bronzo delle epoche pre/protostoriche. Una sala del museo ospita una esemplificazione dei risultati relativi al recente scavo delle necropoli di Campochiaro risalenti ad epoca longobarda. Significativa è la ricostruzione di una sepoltura di cavaliere con cavallo, insieme ai numerosi interessanti oggetti esposti, rinvenuti nello scavo.
Il museo riveste un ruolo determinante nel patrimonio culturale della regione, in quanto conserva le testimonianze più importanti della vita dei nostri antenati. Tuttavia, il suo decorso storico appare alquanto tormentato.
Sorto nei decenni successivi all'Unità d'Italia, insieme alla Biblioteca Provinciale, il museo fu il risultato di una serie di donazioni con oggetti di varie epoche. Il materiale raccolto fu catalogato da un famoso archeologo, Antonio Sogliano, che lavorava a Pompei. Grazie al suo intervento la gran massa di materiale venne organizzata, inventariata ed esposta al pubblico secondo un criterio utilizzato in quell'epoca in tutti i musei. Durante il periodo della seconda guerra mondiale, quando il museo era ospitato nella sede dell'attuale Istituto Tecnico Commerciale "L. Pilla", furono sottratte da esso tutte le antiche monete e alcuni oggetti, considerati di particolare pregio. Dopo un periodo di chiusura, durato circa un ventennio, il museo è stato riaperto al pubblico nel 1995 nell'attuale sede, assolvendo al meglio il compito di custode della cultura e della storia della nostra regione.
Michela Ciamarra
Copyright © 2006 Molisando











