29.05.2012 - 00:05 | Molisani nel mondo
Giose Rimanelli: l'amore per il Molise tra fuga e ritorno
di Maria Claudia Fatica
Tavolo dei relatori
"Il lavoro dei molisani nel Mondo spesso si svolge nella collettivita' dell'oscuro, ma a tratti questa pagina di anonimato si illumina di chiaro per rivelare la sua umana presenza, siglata nell'origine e universalizzata nell'azione sociale, politica e intellettuale nel mondo vissuto, di generazione in generazione.''
''Il Molise non e' una regione soltanto ma un continente, in perpetua esplorazione del suo essere nell'Universo, attraverso I suoi figli che lo camminano e mai dimenticano. Il "passaporto d'oro" che portano nello zaino e' quanto di piu' prezioso possano avere: fiducia in se stessi come camminanti, e fede nella vita come amanti. Il genio nasce dal tozzo di pane; e questo e' il cuore del molisano."
''Il Molise non e' una regione soltanto ma un continente, in perpetua esplorazione del suo essere nell'Universo, attraverso I suoi figli che lo camminano e mai dimenticano. Il "passaporto d'oro" che portano nello zaino e' quanto di piu' prezioso possano avere: fiducia in se stessi come camminanti, e fede nella vita come amanti. Il genio nasce dal tozzo di pane; e questo e' il cuore del molisano."
Cosi aveva scritto Giose Rimanelli in occasione del conferimento del Passaporto d'Oro, per l'edizione nordamericana del Premio Ambassad'Or che gli era stato consegnato nell'ambito della sezione Cultura. A sei anni dall'evento lo incontriamo a Casacalenda (Campobasso) suo paese di origine, un pezzetto d'Italia che rappresenta per Giose il richiamo ancestrale più forte e istintivo. Uomo e intellettuale dell'irregolarità, lo definisce durante il convegno Sebastiano Martelli, il critico letterario molisano per eccellenza, docente universitario di Letterature comparate, visiting professor presso le Università di Rennes (Francia), Johannesburg (Sud Africa), Albany e Stony Brook-New York (USA), impegnato da qualche decennio nello studio sulla letteratura italiana dell'emigrazione, da fine ottocento ai giorni nostri, studioso di scrittori italo-americani tra cui Giose Rimanelli.
Giose Rimanelli con Anna Carmen Perrella
Giose Rimanelli con Anna Carmen Perrella
"Il pomeriggio con Giose", organizzato nella sala convegni Caradonio Di Blasio di Casacalenda è stato condotto da Gabriella Iacobucci, molisana di origine, presidente dell'associazione Molise d'Autore, traduttrice, studiosa di emigrazione, nello specifico ricercatrice di opere di scrittori anglofoni di origine italiana affermati in contesti planetari diversi, quelli che in passato sono stati anche luoghi di accoglienza dell'emigrazione italiana. Il Molise d' Autore dedicato a Giose Rimanelli, è stato un escursus personale e letterario attraverso le sue opere maggiori che rappresentano "assemblaggio di storia, memorialità e autobiografia " dell'uomo e intellettuale che fugge. Fugge da sempre Giose Rimanelli, dalla famiglia, dal seminario, dalla guerra civile, dalla sua patria, dalle logiche dell'editoria italiana del tempo, orgoglio molisano nel mondo che già ai suoi esordi aveva attirato l'attenzione dei redattori dell'Einaudi, Carlo Muscetta, Natalino Sapegno, oltre che di Carlo Levi e Cesare Pavese.
Giose, il profeta della via della libertà, come lo ha definito Giambattista Faralli, vecchio amico, storico, critico d'arte, studioso della letteratura in vernacolo molisano e autore del Primo Dizionario Dialettale dei piccoli comuni molisani durante l'incontro tra vecchi e nuovi amici , tra questi, due giovanissime ricercatrici, la siciliana Anna Maria Milone che ne ha evidenziato il code switching, quell' abilità della varietà di linguaggi: italiano, dialetto , americano e inglese e la newyorkese Sabrina Infante Berrent che ne ha ribadito il viscerale attaccamento alle radici confermato da fughe e ritorni.
Presente anche Anna Carmen Perrella, che anni fa lo aveva eletto Ambassad'Or della cultura italiana nel mondo per "l'impegno profuso nella Patria di adozione, senza mai dimenticare quella di origine", come cita l'iscrizione sul Passaporto d'Oro che lei stessa aveva portato in nordamerica. E' inoltre intervenuta la giornalista Agnese Genova e Sheryl Lynn Postman, compagna di viaggio, di vita, moglie e fedele critico letterario del grande Rimanelli.
Il musicista Tiziano Palladino
Giose, il profeta della via della libertà, come lo ha definito Giambattista Faralli, vecchio amico, storico, critico d'arte, studioso della letteratura in vernacolo molisano e autore del Primo Dizionario Dialettale dei piccoli comuni molisani durante l'incontro tra vecchi e nuovi amici , tra questi, due giovanissime ricercatrici, la siciliana Anna Maria Milone che ne ha evidenziato il code switching, quell' abilità della varietà di linguaggi: italiano, dialetto , americano e inglese e la newyorkese Sabrina Infante Berrent che ne ha ribadito il viscerale attaccamento alle radici confermato da fughe e ritorni.
Presente anche Anna Carmen Perrella, che anni fa lo aveva eletto Ambassad'Or della cultura italiana nel mondo per "l'impegno profuso nella Patria di adozione, senza mai dimenticare quella di origine", come cita l'iscrizione sul Passaporto d'Oro che lei stessa aveva portato in nordamerica. E' inoltre intervenuta la giornalista Agnese Genova e Sheryl Lynn Postman, compagna di viaggio, di vita, moglie e fedele critico letterario del grande Rimanelli.
Il musicista Tiziano Palladino
A conclusione dell'emozionante rendez- vous, si è esibito l'eccezionale musicista molisano Tiziano Palladino, già vincitore del Premio Nazionale delle Arti, per la categoria mandolino,il più giovane musicista italiano diplomato in mandolino,che con i suoi brani ha ripercorso il profilo dello storico musicista italo americano, originario di Isernia Giuseppe Pettine, grazie al quale oggi l'America può vantare un numero che forse supera il milione di mandolinisti su tutto il territorio nazionale.








