11.04.2008 - 18:10 | Flashback
Battaglia di Canne: la tesi di Oreste Gentile
Lo storico Oreste Gentile risponde all'ex assessore provinciale Geppino Ciccaglione sulla turbinosa vicenda della ‘Battaglia di Canne', una pagina di storia per la quale alcuni studiosi ancora sono alla ricerca dell'esatta collocazione territoriale. Gentile, nel corso del suo ultimo intervento in merito, sottolineava, con la frase ‘pescare nel torbido' l'atteggiamento di Ciccaglione, il quale a sua volta ha controbattuto dichiarando di aver ‘letto con disappunto le critiche dello ‘storico boianese' che mi ha accusato di pescare nel torbido solo perchè sono alla ricerca della verità sul più grande conflitto della storia'.
Non poteva mancare la risposta dello storico bojanese, il quale ha precisato: "'Pescare nel torbido', nel contesto del mio intervento sulla improponibile ‘Canne sul fiume Fortore', significava ‘cercare di trarre vantaggio da situazioni equivoche'.
Infatti evidenziavo che la nuova ipotesi è sostenuta solo da ‘selezionate' ed ‘incomplete' citazioni delle fonti classiche; senza che le stesse siano state attentamente valutate, interpretate ed integrate con altre meno incerte e più chiare. E' stato citato Strabone ( 67 a.C.-20 d.C.) che, a differenza di Polibio e di Livio non perseguiva lo scopo di illustrare le guerre sostenute da Roma, ma la sua ‘geografia' (V-VI) vuole offrirci solo una dettagliata descrizione geografica della penisola italica, secondo le conoscenze dell'epoca.
Affermare categoricamente che ‘la descrizione di Strabone è chiarissima e incontestabile: Canne sorgeva nella Daunia. C'era e c'è un solo fiume che scorre nella Daunia: l'attuale Fortore, un tempo navigabile', significa offendere il senso critico del lettore che vuole conosce gli avvenimenti. Mi si rimprovera di ricordare: ‘dei nomi di autorevoli scrittori romani (...). Ma non cita le fonti. Vorrei leggere i testi di questi autori dove affermano con estrema chiarezza che la battaglia si è svolta a circa sei chilometri dal porto dei Canusini'.
Le opere degli ‘autorevoli autori' che ho ricordato, sono le uniche fonti che ogni ricercatore o studioso può consultare; avrei potuto trascriverle tutte in un breve articolo? Hanno citato Silio Italico, ma ancora una volta si è ‘pescato nel torbido', perché non è stata ricordata una sua descrizione molto più chiara e pertinente alla localizzazione di Canne: ‘Che io scorga dal mio trono di Canne, tomba d'Italia, e la terra iapigia ricoperta per la strage degli Ausoni, e ti veda, Ofanto, fuori dalle ripe anguste aprirti, a stento un varco fra elmi, loriche e cadaveri, mutilati, verso il mare Adriatico'. Ed ancora: ‘L'Ofanto sbuffando mandò dal profondo un boato, ed i naviganti (...). Privato da luce improvvisamente, il calabro cercò invano nell'oscurità le spiagge della nota Sipunte'.
Non voglio offendere l'intelligenza del lettore, ma trovo giusto evidenziare che la citazione mette in relazione Canne, il fiume Ofanto e le spiagge di Siponto: tre capisaldi pertinenti solo al territorio dove avvenne la famosa battaglia che la Storia ci ha tramandato. Appiano (I sec. d.C.), nel descrivere la Guerra Sociale (I sec. a. C.), illustra un avvenimento utile per localizzare Canne: ‘Da una diversa parte Cosconio pretore prese con forza e incendiò Salapia, e ritrattò la fiducia verso Canne: ma l'assedio di Canosa, al sopraggiungere dei Sanniti, dopo una cruenta battaglia, da entrambi le parti con grande strage, respinto, fu costretto a ritornare a Canne'.
Dopo tre secoli di storia Canne, Salapia e Canosa, furono protagoniste di un altro scontro e, come allora, anche oggi sono site presso le rive dell'Ofanto. Procopio di Cesarea (490-565): ‘Sollecitamente poi partitosi da Brindisi occupò la città chiamata Canosa, che trovasi nel centro delle Puglie e dista da Brindisi cinque giorni di cammino. A venticinque stadi da questa Canosa trovasi Canne, là dove dicono che nel passato Annibale, capitano degli Africani, inflisse quella grande disfatta ai Romani'. Canosa e Canne, sono ricordate dalla Storia per la loro pianura che in ogni epoca è sempre stato considerato il luogo ideale per le grandi battaglie.
Ancora nel 1018: i Normanni, comandati da Gilberto, alleato dei Longobardi, comandati da Melo, contro i Bizantini guidati dal catalano Bojoanne, si scontrarono presso Canne: ‘Quarta demum pugna apud Cannas, Romanorum olim clade famosa, Boiano Catalani insidis'. Questa è la Storia, il resto è fantasia".
Non poteva mancare la risposta dello storico bojanese, il quale ha precisato: "'Pescare nel torbido', nel contesto del mio intervento sulla improponibile ‘Canne sul fiume Fortore', significava ‘cercare di trarre vantaggio da situazioni equivoche'.
Infatti evidenziavo che la nuova ipotesi è sostenuta solo da ‘selezionate' ed ‘incomplete' citazioni delle fonti classiche; senza che le stesse siano state attentamente valutate, interpretate ed integrate con altre meno incerte e più chiare. E' stato citato Strabone ( 67 a.C.-20 d.C.) che, a differenza di Polibio e di Livio non perseguiva lo scopo di illustrare le guerre sostenute da Roma, ma la sua ‘geografia' (V-VI) vuole offrirci solo una dettagliata descrizione geografica della penisola italica, secondo le conoscenze dell'epoca.
Affermare categoricamente che ‘la descrizione di Strabone è chiarissima e incontestabile: Canne sorgeva nella Daunia. C'era e c'è un solo fiume che scorre nella Daunia: l'attuale Fortore, un tempo navigabile', significa offendere il senso critico del lettore che vuole conosce gli avvenimenti. Mi si rimprovera di ricordare: ‘dei nomi di autorevoli scrittori romani (...). Ma non cita le fonti. Vorrei leggere i testi di questi autori dove affermano con estrema chiarezza che la battaglia si è svolta a circa sei chilometri dal porto dei Canusini'.
Le opere degli ‘autorevoli autori' che ho ricordato, sono le uniche fonti che ogni ricercatore o studioso può consultare; avrei potuto trascriverle tutte in un breve articolo? Hanno citato Silio Italico, ma ancora una volta si è ‘pescato nel torbido', perché non è stata ricordata una sua descrizione molto più chiara e pertinente alla localizzazione di Canne: ‘Che io scorga dal mio trono di Canne, tomba d'Italia, e la terra iapigia ricoperta per la strage degli Ausoni, e ti veda, Ofanto, fuori dalle ripe anguste aprirti, a stento un varco fra elmi, loriche e cadaveri, mutilati, verso il mare Adriatico'. Ed ancora: ‘L'Ofanto sbuffando mandò dal profondo un boato, ed i naviganti (...). Privato da luce improvvisamente, il calabro cercò invano nell'oscurità le spiagge della nota Sipunte'.
Non voglio offendere l'intelligenza del lettore, ma trovo giusto evidenziare che la citazione mette in relazione Canne, il fiume Ofanto e le spiagge di Siponto: tre capisaldi pertinenti solo al territorio dove avvenne la famosa battaglia che la Storia ci ha tramandato. Appiano (I sec. d.C.), nel descrivere la Guerra Sociale (I sec. a. C.), illustra un avvenimento utile per localizzare Canne: ‘Da una diversa parte Cosconio pretore prese con forza e incendiò Salapia, e ritrattò la fiducia verso Canne: ma l'assedio di Canosa, al sopraggiungere dei Sanniti, dopo una cruenta battaglia, da entrambi le parti con grande strage, respinto, fu costretto a ritornare a Canne'.
Dopo tre secoli di storia Canne, Salapia e Canosa, furono protagoniste di un altro scontro e, come allora, anche oggi sono site presso le rive dell'Ofanto. Procopio di Cesarea (490-565): ‘Sollecitamente poi partitosi da Brindisi occupò la città chiamata Canosa, che trovasi nel centro delle Puglie e dista da Brindisi cinque giorni di cammino. A venticinque stadi da questa Canosa trovasi Canne, là dove dicono che nel passato Annibale, capitano degli Africani, inflisse quella grande disfatta ai Romani'. Canosa e Canne, sono ricordate dalla Storia per la loro pianura che in ogni epoca è sempre stato considerato il luogo ideale per le grandi battaglie.
Ancora nel 1018: i Normanni, comandati da Gilberto, alleato dei Longobardi, comandati da Melo, contro i Bizantini guidati dal catalano Bojoanne, si scontrarono presso Canne: ‘Quarta demum pugna apud Cannas, Romanorum olim clade famosa, Boiano Catalani insidis'. Questa è la Storia, il resto è fantasia".








