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Viaggio a Gambatesa sulle tracce di Annibale
Lo storico A. Fratangelo sostiene che il grande condottiero fosse accampato proprio a Gambatesa

La mitica battaglia di Canne, la madre di tutte le battaglie, che vide confrontarsi romani e cartaginesi, con molta probabilità è stata combattuta, non sul fiume Ofanto, come citano i libri di storia, ma bensì sulla piana del fiume Fortore. Il grande generale Annibale, che già in altre occasioni aveva sconfitto l'esercito romano, dominatore del mondo conosciuto, avrebbe inflitto la sconfitta più dura mai subita da Roma proprio nella pianura attualmente occupata dal lago d'Occhito. Lo scontro fu talmente cruento che dall'alba al tramonto del 2 Agosto del 216 a.c. ci fu un eccidio del quale non si ravvisano precedenti (50.000-80.000 vittime).

Purtroppo, nonostante le mastodontiche dimensioni del conflitto, poche sono le fonti e le testimonianze sull'accaduto in quanto i romani erano soliti cancellare ogni traccia delle loro sconfitte per non macchiare il loro prestigio lasciandolo intatto nei secoli. L'attribuzione a Canne, sul fiume Ofanto, nel triangolo Barletta, Canosa, S. Ferdinando è dovuta ad una coincidenza dei nomi moderni delle località interessate con gli scritti dell'epoca.

Mai un ritrovamento di rilievo o prove degne di nota. Le ricerche ad ampio raggio dell'Ing. De Marco e soprattutto di A. Fratangelo sono state condotte in tutte le direzioni possibili e sembrano non lasciare spazio a dubbi: innanzitutto le descrizioni dei luoghi dello scontro e dei movimenti degli eserciti, risultanti dagli scritti antichi non coincidono affatto con la zona circostante l'Ofanto, sono invece confrontabili e rinvenibili, per caratteristiche morfologiche e distanze percorse dalle legioni, nel territorio Fortorino; numerose sono i reperti archeologici, corrispondenti, per epoca e manifattura, ritrovati nelle zone di Macchia, Celenza, Pietracatella, Gambatesa; l'immenso studio toponomastico e di confronto culturale di Fratangelo fra la società fenicia e le usanze linguistiche, folkloristiche, religiose, culinarie, artistiche ecc.. dei luoghi in cui i punici hanno marcato il loro passaggio, salda in modo definitivo una tesi che aspetta solo il riconoscimento ufficiale.

Secondo le ricerche è proprio sulla collina di Gambatesa, toponimo che in fenicio potrebbe derivare dalle parole Gam/dimora + Bths/comandante in capo, quindi letteralmente "dimora del comandante in capo", che Annibale stesso avrebbe posto il suo accampamento personale nei giorni precedenti alla battaglia. Anche le famose Maitunat', tipiche della notte di S. Silvestra, sembrano derivare dall'antica lingua fenicia, infatti Mtnt significa proprio "canto di offerta", si intende naturalmente alla Divinità.

Ed è proprio questo il significato autentico di questa antica tradizione, un rito del fuoco inteso come propiziazione, purificazione ed augurio la quale, a meno che la suddetta etimologia sia solo una casualità, affonda le sue radici in un passato antichissimo. Non trascurando l'importanza storica che una tal scoperta, riferita ad un evento così rilevante della storia antica, può comportare, a volte provo ad immaginare se un equivoco del genere avesse avuto, al posto del Molise, come protagonisti (per esempio) l'Umbria o la Toscana impegnate a contendere a qualche altra regione l'esatta localizzazione dell'evento bellico.

Il caso avrebbe assunto rilevanza nazionale, tutte le istituzioni locali si sarebbero mosse congiuntamente, gli abitanti dei borghi interessati (già li vedo!) vestiti da romani e cartaginesi, nei centri storici a inscenare la mitica battaglia come attrattiva per le caratteristiche attività commerciali, la creazione di musei, siti archeologici, in generale un fiorente indotto turistico..... Fonti: "Cento domande su Canne" e "Dalla lingua d'Europa alle lingue europee" di A. Fratangelo (Annibal *putequa editore), www.battagliadicanne.it (Ing. De Marco).

Luca D'Alessandro
lucadalex@hotmail.com

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