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Usi e costumi del centro storico
Percorso enogastronomico nel borgo antico di Fossalto
Angolo della "ciavdaélla" (foto: M.C.)
Angolo della "ciavdaélla" (foto: M.C.)
Cosa c'è di meglio di una piacevole passeggiata tra i vicoletti che si snodano nel centro storico, tra un gustoso piatto di "fasciul e cotc" e una prelibata porzione di polenta?
Stando all'entusiasmo manifestato dagli oltre mille visitatori, che venerdì 18 agosto hanno animato le strade di Fossalto, pare che i molisani stiano riscoprendo davvero i sapori e le usanze di una volta. Quasi a dimostrare che ristabilire un contatto con il passato (ormai molto remoto), serva a garantire in qualche modo sicurezza e stabilità per il proprio futuro.
"Usi e costumi del centro storico" rappresenta uno dei numerosi e variegati appuntamenti che si intrecciano durante il periodo estivo nel Molise e che hanno come protagonista principale l'enogastronomia di un tempo. La cornice nella quale si svolge la manifetsazione è appropriata e molto suggestiva. Si parte dinanzi alla maestosa Chiesa settecentesca dedicata a S. Maria Assunta, per incamminarsi in un profumato ed allegro percorso.

"Mazzafurr" (foto: M.C.)
"Mazzafurr" (foto: M.C.)
Un'occasione unica, tra l'altro, per conoscere da vicino alcuni angoli di Fossalto che, nascosti nella loro riservata posizione, lasciano veramente stupiti chiunque ne viene a conoscenza... spesso anche gli abitanti del luogo che per ovvietà dimenticano il proprio patrimonio architettonico. Sotto il maestoso arco ogivale della torre campanaria, si susseguono simpatici personaggi del posto, che lasciano assaggiare e bere le prelibatezze cucinate appositamente per la serata. Si va dal semplice "pane e pomodoro", condito con olio d'oliva locale, alla "ciavdaélla", aglio cotto con aromi, molto usato dai contadini di un tempo.
Un signore dinanzi ad una bottega antica, mesce vino direttamente dalla "tina". E' importante far rinfrescare un pò la bocca, anche perchè bisogna prepararla ai piatti veri e propri, che vengono preparati più in là del percorso.
Tra una salita e una discesa nei vicoletti rallegrati dalle note di un organetto, non si può evitare di assaggiare "p'parul fritt' e pizza fresca", molto saporiti, specialmente perchè non vi sono vincoli dietetici nella loro cottura!
Più avanti, ecco la polenta, cucinata con il sugo corposo delle nostre nonne, una delle poche rarità che ancora mantiene inalterato il suo prestigio nella cucina molisana.
Altri sapori, invece, vanno via via scemando, anche dalle tavole degli irriducibili. "La scannatura", ad esempio, era una pietanza che si preparava durante la festa del maiale. Il sangue raccolto appena l'animale veniva abbattuto, si faceva bollire per coagularlo, e successivamente veniva fritto con gli aromi. Una prelibatezza a detta degli intenditori e di chi l'ha assaggiata durante il gustoso tragitto.
Non poteva mancare, poi, "l' macciuocc", un delicato formaggio che le contadine preparavano con il caglio. E ancora "fasciul e cotc", "l' casc e ova", "la pizza randinie" e tante altre squisite pietanze preparate dalle numerose signore, che con molta gentilezza hanno accolto tutti coloro che hanno pertecipato alla manifestazione.

"La cantina di Francschille" (foto: M.C.)
"La cantina di Francschille" (foto: M.C.)
Giunta alla quarta edizione, "usi e costumi del centro storico" ha consolidato il proprio successo, vedendo crescere di anno in anno il numero dei visitatori.
Giovanni Mascioli, responsabile dell'Associazione culturale "Punto e accapo", che ha organizzato l'evento, si ritiene estremamente soddisfatto per l'esito positivo riscontrato anche quest'anno.
"L'idea è nata - ha spiegato Mascioli - per rinvigorire il centro storico di Fossalto e quale miglior modo se non quello di abbinare cultura e cucina. Anche questa quarta edizione ha sortito l'effetto sperato, cioè quello di far confluire il maggior numero di persone in paese, così da permettere loro di scoprire e conoscere la nostra storia e la nostra cultura".

Michela Ciamarra

Copyright © 2006 Molisando

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